martedì 4 dicembre 2012

SEQUESTRO COLLETTIVO

Ricevo queste parole e le giro qui, perchè possiate leggerle. 
Faccio un solo commento, in questi tempi di crisi, imporre un  treno come il TAV è come vedere un padre di famiglia comprare un auto di lusso quando i propri figli vivono al freddo. (E parlo solo di economia spicciola, non parlo di ambiente perchè mi viene da vomitare, e a ben guardare, è sotto gli occhi di tutti).

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Ieri si è svolto il vertice italo-francese sull'alta velocità a Lione.
Ieri pomeriggio anch'io ero alla Gare des Brotteaux. Poco meno di mille persone riunite per protestare, ancora una volta.
Abbiamo aspettato che arrivassero i pullman italiani ancora bloccati dalla polizia fuori città, per esserci tutti.
Anche la polizia francese ha aspettato. Ha atteso l'arrivo di ogni cittadino manifestante francese o italiano per chiudere la gabbia.
Siamo stati confinati per ore nello spazio di una piazza. Sono riusciti a renderci muti e invisibili. Alla richiesta di poter fare almeno un piccolo corteo, concordando con la polizia il percorso, nessuna risposta.
Io ero senza parole, incredula. "Non è possibile", pensavo, non possono rinchiuderci. Abbiamo il diritto di libera circolazione, di libera manifestazione del pensiero, la libertà personale.




Molte persone si sono avvicinate ai poliziotti in tenuta antisommossa chiedendo loro di poter uscire dalla piazza. Hanno mostrato i documenti, ma non era sufficiente, bisognava dimostrare di essere residenti a Lione, oppure dire di non essere lì per manifestare. Rinnega il tuo pensiero e forse sarai libero.


Nella piazza è presente una fermata della metropolitana, "Brotteaux". Ieri non era attiva "per ragioni di sicurezza", recitava il cartello. Pensavo volessero impedire al maggior numero di persone di raggiungere il presidio, ma la chiusura della stazione aveva uno scopo ulteriore: divenire l'ennesima barriera di isolamento dal mondo.
Un elicottero sorvolava la zona, altri soldi pubblici bruciati.

Io sono rimasta nella gabbia a cielo aperto fino alle 18.30. Ho visto cha alcuni pullman italiani cominciavano a partire e sembrava la polizia cominciasse a far uscire le persone, previa presentazione del documento di identità e giustificazione della propria presenza lì.

Ci avevano sequestrato, avevano impedito che lo scopo di una manifestazione fosse raggiunto, ma pensavo fosse finita.
Invece no: lacrimogeni lanciati contro i manifestanti, spray urticanti, pullman scortati fino alla frontiera, arresti, pestaggi.
Scene di ordinaria repressione.


2 commenti:

  1. è "l'ordinaria repressione" che mi spaventa,la percezione che tutto questo possa essere considerato "normale"...ho visto scorrere le immagini su: notav.eu e le persone che erano lì mi sembravano solo desiderose di manifestare il proprio dissenso, nient'altro.

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  2. dove ci sta portando l'europa unita?... ci avevano promesso un continente senza confini e noi illusi pensavamo fosse vero, abbiamo creduto di poter comunicare tutti insieme, ed invece dall' italia alla francia le nostre idee vengono represse.
    I nostri confini sono sempre più ristretti mentre quelli dei costruttori senza scrupoli e dei politici corrotti sono sempre più ampi.
    Ecco a cosa serve l' europa.... unita nella repressione delle idee del cittadino.

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